La nave è come una nave
ed essendo una nave è abbastanza normale che vada in mare.
Il mare com’è naturale,
immobile e piatto è quasi perfetto sta lì sempre uguale.
La nave ha anche un motore
ed avendo un motore non sa dove va ma continua ad andare.
Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.
La nave e sopra la nave
a parte le masse son tutti presenti gli amici e i parenti…
parlato: Manca solo il nonno, povero nonno…
Per tutti c’è un buon trattamento
ognuno ha il suo posto nel proprio recinto mi sembra anche giusto.
parlato: Prima classe, seconda classe, terza classe e poi le donne, i negri, eccetera, eccetera, eccetera…
La nave è una nave di classe,
il legno del ponte è dipinto di bianco è molto elegante.
parlato: "Bello questo ponte bianco, ah che bel ponte che abbiamo eh, un ponte bianco eh… non ho mai visto una nave rossa, un po’ volgare effettivamente…".
Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.
Sul mare la nave biancheggia,
ha un fascino strano, così suggestiva anche quando beccheggia.
parlato: E’ un fascino che di dentro… mi sento poco bene però!
Ma basta distrarsi la mente,
usare il cervello, pensare un istante a qualcosa di bello.
parlato: Sì devo pensare a qualche cosa di bello che mi distraggo, che mi passa il mal di stomaco…
Vediamo un po’ cosa posso pensare… alla mia ragazza, sì a Maria. Ecco sì la vedo, la mia mano scivola sui capelli, sì va giù sulle spalle sì va giù sui seni sì va giù, ancora più giù… mi torna tutto su…
Il mare com’è strano il mare,
non è che non senta la sua poesia ma mi fa vomitare.
parlato: Devo pensare a qualcosa di più convincente… a un dolore, a un dolore enorme, al nonno, al povero nonno…sì il nonno ha sempre funzionato, dunque mi concentro, vediamo un po’.
Mio nonno morì tragicamente nel ’36 come Gozzano. Mi ero così affezionato, era massone, alto, bel portamento, coi baffi, col fiocco. Aveva sposato la zia di una biscugina, sì la Elvira, la ricordi?
Che vita povero nonno, ogni tanto spariva, bevitore eh, gran bevitore, a un certo punto il fegato… a pezzi, spappolato, putrefatto… sto male, mi torna il vomito, devo resistere, non posso essere il primo, devo resistere.
Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.
Il mare è un po’ troppo vitale,
la gente si sbianca ma fa resistenza non vuole star male.
parlato: Pensate al nonno!
Sul ponte che è fatto a tre piani
in terza e in seconda e anche in prima si sentono rantoli strani…
parlato: No quelli di prima non me lo aspettavo…
Il mare diventa più grosso
dai piani di sopra su quelli di sotto si vomita addosso.
parlato: Una battaglia, una battaglia che cresce: quelli di prima vomitano su quelli di seconda, quelli di seconda su quelli di terza. Lo scontro è sfrenato, violento, la gente rimanda, reagisce, boccheggia, un prete esorta a volersi bene poi si inginocchia e vomita anche l’anima. Un carabiniere mi tiene allora mi puntello cerco di vomitare verso l’alto ma non ci arrivo. Quelli di sopra han la meglio, si sporcano per ultimi, una vera cascata, una violenza, uno scroscio di conati, un rovescio di filamenti, la nave è tutta piena, tutta piena di vomito…
Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su,
insieme nella vita a testa in su,
insieme nella vita a testa in su…
The lyrics LA NAVE of GIORGIO GABER is also present in the album Far finta di essere sani (registrazione studi fonorama) (1973)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
In the realm of rock 'n' roll, there are few names as iconic as Queen, and within the Queen pantheon, Brian May stands out not only as a legendary guitarist but also as an astrophysicist with a profound connection to NASA.
Hip-hop, one of the most influential cultural movements of the 20th and 21st centuries, has recently reached a significant milestone - it's turning 50 years old.
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